Ed ecco la casa che se ne va
O meglio, il suo contenuto. O meglio ancora, quello che si e’ salvato e non e’ diventato pattumiera. Fa un certo effetto vedere questo coso arrugginito che se ne va a bordo di un camion che puzza e fa fumo (viva l’ecopass!) quando sai che dentro ci sono tutte le tue cose, anche quelle piu piccoline che fatichi ad immaginare disperse in quel cassone metallico. E se n’e’ andato, in cambio ci sono rimasti tre fogli di carta con l’elenco molto sommario dei 133 fra scatole e colli sparsi caricati a bordo. Elenco che e’ stato preparato a cura del traslocatore capo squadra, quello piu’ anziano, quello con l’accento pugliese evidente: figurano infatti cose come il “buket sposa” e la “boccia buling”, oltre all’”attrezzo ginico” (ginecologico avra’ voluto scrivere? spero di no…). Efficienti certo erano efficienti: qualsiasi cosa lasciata appoggiata in una zona definita come “si, le cose in quell’angolo vanno spedite” e’ stata presa, incartata, inscatolata e caricata sul container. Compreso un rotolone regina che stavamo usando per togliere la polvere dalle cose e probabilmente anche qualche sacco nero con cartacce e spazzatura varia dentro. Ma avremo una certezza di questo solo fra qualche mese.
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E poi la sorpresa una volta risaliti al quinto piano, che sorpresa non dovrebbe essere, ma invece ti lascia li comunque come un mezzo stoccafisso (anche oggi a qualche giorno di distanza):
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[...] tutto è iniziato a gennaio Ed ecco la casa che se ne va per poi riapparire in Quando si dice la sfiga seguita da una quasi immediata rettifica, causa [...]
Pingback by Una vita a stelle e strisce » Coincidenze — March 21, 2008 @ 10:51 pm