Quack quack!
Questo da’ unanuova definizione al collezionismo… peccato che dalla foto non si veda bene la quantita’ di papere, l’ho scattata dal finestrino, al semaforo rosso. Possiamo anche chiamarla una ‘foto volante’, o ‘foto dal volante’.
Questo da’ unanuova definizione al collezionismo… peccato che dalla foto non si veda bene la quantita’ di papere, l’ho scattata dal finestrino, al semaforo rosso. Possiamo anche chiamarla una ‘foto volante’, o ‘foto dal volante’.
Mentre usciamo dal supermercato vedo questa vecchietta:
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La foto dovrebbe parlare da se, ma siccome la qualità (come sempre le foto vengono dall’iPhone) è un tantino bassina, ve la spiego. La sciura ha una lente di ingrandimento e sta controllando lo scontrino! Era troppo simpatica.
No, non è quello portafortuna di Zio Paperone… è il cent mancante che ha fatto rimandare indietro questa lettera che volevamo spedire. Qui per spedire le lettere, basta attaccarci il francobollo e lasciarla nella tua cassetta della posta davanti a casa. Quando il postino passa a portarti la posta in arrivo, prende quella che trova e la spedisce per te.
A quanto pare, le tariffe sono cambiate di 1 cent nell’ultimo periodo e questa povera letterina è tornata al mittente…
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Ma che per davvero?
Ho detto a Markino di prendere una moneta da 1cent e attaccarla con lo scotch sulla busta, ma lui non era tanto convinto
Letteralmente. Ma a differenza di quelle tutte fighette, riverniciate, rimesse a posto per benino, questa era scassatina… e con un pupazzo un po’ macabro attaccato al cofano. Non solo, ma i tipi che l’avevano l’hanno anche caricata con roba pesante sul tetto. A me sembrava che stesse per cascare a pezzi solo a guardarla.
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La foto, di bassissima qualità iPhonesca, l’ho fatta da lontano cercando di non farmi beccare dai tipi. Anche se, secondo me, i tipi saranno abituati a sguardi stralunati di passanti casuali.
K.
Fa piacere riuscire a leggere un saluto nella propria lingua anche a miglia e miglia di distanza dal proprio paese… Ebbene sì, questo è un saluto in albanese, un “Benvenuti”, che Markino mi ha fatto notare ieri al Great Mall qui nella Bay Area
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Non potevo non fotografarlo
sempre con l’iPhone (che non ha nemmeno un minimo di zoom!). ^_^
Mi manca un po’ casa mia… non vedo l’ora di andarci a fine settembre.
Una colazione tutta americana… ma che non ha niente a che vedere con Tiffany.
Prima di andare avanti vorrei dire che nonostante i pochi aggiornamenti, anche se di cose da dire ce ne sarebbero, siamo vivi e vegeti. Soffriamo un po’ il caldo di 40+ gradi in questi giorni… diventiamo sempre più impegnati (giusto per entrare nello stile americano), passiamo tante ore in macchina, facciamo spese giganti (anche questo in perfetto stile americano)… ogni tanto, per sentirci vivi ci addentriamo nella vita cittadina di San Francisco ma poi la sera torniamo nella nostra periferia…
Una sera, settimane fa, abbiamo lavorato su un progetto mio fino a tardi. Non avevamo voglia di cucinare. Ok, parlo in singolare, LUI non aveva voglia di cucinare. Per quanto m riguarda non ci penso minimamente… ho già consegnato la cucina ancor prima di prenderla in mano! In poche parole urgeva cibo pronto. Pizza? No… abbiamo più voglia di burger, è da settimane che non ne mangiamo uno. Alle 11 di sera i burgherai locali erano già chiusi. Peccato.
Le alternative erano due:
1. drive-through da McDonalds (bleah!!)
2. un giro da Denny’s (mi dicono essere una catena di classico cibo americano, aperta 24/7. così aperta che mi dicono una volta volevano fare lo sciopero ma non sono riusciti a chiudere le porte… queste ultime non erano state pensate per essere chiuse)
Non c’era l’imbarazzo della scelta. Prendiamo la macchina, mi metto alla guida e andiamo verso Denny’s. Arrivati ci fanno sedere e ci portano due menu. Ero un po’ stanca dopo aver lavorato davanti al pc tutto il giorno. Occhi stanchi, sono minimamente miope ma ciò che mi dava fastidio era l’astigmatismo. Guardo il menu. Poi apro la borsa e cerco gli occhiali “da vista” che non uso quasi mai… li metto. Riguardo il menu. No, avevo visto bene la prima volta… gli occhiali non hanno cambiato niente su quel menu.
BREAKFAST FAVORITES
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- Country-Fried Steak & Eggs????
- T-Bone Steak & Eggs????
(giusto le prime due voci)
O_O
(scusate la scarsa qualità delle foto fatte con l’iPhone a mezzanotte)
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Ossignur, mangiare la T-Bone a colazione??!!!! E pensare che tanti mi guardano male perchè spesso faccio colazione con pane-al-uovo (fritto con burro). Se mai andassi da Denny’s a fare colazione mi fermerei tanto da poter mangiare i 3/4 del piatto a pranzo.
Settimana scorsa ho sfidato 2 amici (una albanese e uno inglese) a mangiare la T-Bone Steak & Eggs da Denny’s, A COLAZIONE. Se riuscivano a finire il piatto avrei pagato tutto io… anche il pranzo a seguire. Inutile dire che non vogliono nemmeno provarci. L’idea della bisteccona a colazione è proprio rivoltante. Devi avere un po’ uno stomaco da rinoceronte.
Ma secondo voi, cosa va a fare una Limo all’IKEA??
E poi non è leggermente fuori misura per i parcheggi questa macchina?
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Foto scattata ieri con l’iPhone.
Ho mai parlato di quanto sono stupide e di poca qualità le pubblicità che vanno in onda sui miliardi di canali televisivi di questo paese?
Eh, in Europa siamo abituati alle reti nazionali… ma provate a pensare cosa succederebbe se nello stacco pubblicitario di un programma invece che far vedere a tutti la stessa pubblicità ogni regione in Italia ci mettesse dentro quella LOCALE. Tipo le pubblicità da pochi soldi che registrano nella cantinetta della zia Gertrude. Ecco, questo è più o meno quello che succede qui.
Ma provate ad immaginare questa cosa estesa su centomila canali (non sono centomila ma la cifra ci va abbastanza vicino). Guardare la TV in diretta è una grande impresa, non solo devi sopportare gli spot inguardabili… ma devi anche fare il conto che qui ci sono più pubblicità che programmi veri. E non sto esagerando.
Le nostre serie TV preferite continuamo a guardarle come in Italia, “registrate” da altri, così non dobbiamo subire le continue e lunghe interruzioni per messaggi promozionali.
Visto che siamo in tema di pubblicità, anche se non ho molto tempo, vorrei parlare inoltre del “cosa pubblicizzano” qui. Per la maggiore? Medicinali. Pillole di ogni tipo. Dal anticoncezionale al viagra e simili, dal antistaminico di ogni tipo alla pillola magica che uccide l’appetito ed ergo fa dimagrire, dal lassattivo a quello che invece la diarrea la ferma, medicinali per l’asma a quelli per la crescita dei capelli, per la fertilità, per la depressione (e qui c’è veramente l’imbarazzo della scelta), per il mal di schiena, mal di piedi, per infezioni genitali, per la sclerosi… etc etc etc, la lista è lunga. Ma quanta gente malata c’è qui??? O_O
Le chiamano Drugstore, ma potrebbero benissimo essere battezzate Supermercati. Sono i posti dove oltre ai pannolini, trucchi, smalti per unghie, shampoo, cornici, album per foto, sdraio da giardino, palle da basket o altro, vasi per i fiori, detersivi, posate, riviste, libri, cartoline, biglietti di auguri di vario genere, ecc ecc, si possono acquistare anche dei medicinali (con o senza ricetta). Queste sono le farmacie americane.
Per esempio, oggi mi serviva l’acetone per le unghie… siamo andati da Longs (catena di “farmacie”). Sono uscita dal negozio con in borsa:
-acetone
-eyeliner color oro
-ciglia finte
-lavagna da appendere al muro in ufficio (richiesta del marito)
-calzini spugnosi color rosa (morbidissimi e caldissimi, da tenere in casa)
-fondotinta
Da perfetta europea (oddio, meglio specificare, io sono balcanica, l’Albania non fa parte della comunità!), non mi sarei mai aspettata di trovare delle farmacie del genere da nessuna parte… Vivo ancora con il ricordo della farmacia di mia zia, muri bianchi, mobili bianchi, scafali bianchi, mia zia in camice bianca (qui la tipa alla cassa veste Victoria’s Secret Pink – le tute da casa che qui la gente prende per trendy!)… tutto bianco STERILE. E… medicine. STOP.
E invece ho trovato Longs, che si presenta così:
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Le “prescriptions”, medicinali con ricetta medica (ma qui anche l’aspirina è venduta con ricetta!!), si possono prendere in fondo, dopo che attraversi scafali pieni di dolci, patatine, e anche sigarette! E come si potrebbe notare dalla foto, ci sono i carrelli della spesa!
Dopo questo bla bla bla notturno, del tipo non-so-nemmeno-se-quello-che-ho-scritto-ha-senso-o-meno, credo che me ne andrò a dormire perché nonostante io sia una gran lavoratrice i miei occhi mi stanno lanciando segnali chiarissimi, non hanno la stessa volontà che ho io di sopportare ancora il pc
.
Sulla questione gusti ci sarebbero da scrivere pagine e pagine… ma da brava pigra che sono, scriverò giusto 2 righe.
1. Sei al supermercato a fare la spesa. Dopo aver preso tutto quello che ti serve (puntualmente dimentichi qualcosa) ti avvii verso la cassa per pagare. Ti metti in fila… davanti a te c’è una persona sola. La guardi, poi guardi le cose che ha comprato per estimare quanto ti toccherà aspettare, poi una lampadina si accende (!) e la riguardi, questa volta con attenzione… e i tuoi occhi cominciano a mutare dal mood “curioso-senza-curartene-più-di-tanto” a quello “e-questa-che-è?”. Davanti ti ritrovi una classica americana, non esattamente filiforme, vestita in tuta da ginnastica (pezzo sopra+pezzo sotto; quella che tu tieni in casa quando devi fare le pulizie) grigio chiaro, ai piedi ha delle scarpe nere, perfettamente abbinate ad una borsetta nera… e il tutto si incornicia da un trucco molto curato, in stile abito da sera. Alzi un sopraciglio e giri gli occhi… non capisci… ma forse non sei tenuto a capire, perché cose così si vedono comunemente da queste parte (c’è chi fa la spesa in pigiama, giuro!).
2. Prendi la macchina. Vuoi farti un giro… Esci dal garage e davanti a te hai le case dei vicini, che avendo i garage pieni di qualsiasi cosa non più voluta ma non brutta/vecchia abbastanza da essere direttamente cestinata, parcheggiano le macchine nel cosìdetto driveway (lo spazio davanti all’entrata del garage). Scruti le macchine dei vicini, 2 su 3 sono BIANCHE. Sarà un caso… (tu le macchine bianche non le puoi vedere, ti sembrano macchine da ospedale o qualcos’altro che non sia la macchina che una persona scegle tra mille per farla SUA). Già al primo semaforo noti che attorno a te ci sono altretante macchine bianche. Dopo giorni, settimane… quasi 2 mesi in questo paese, forse cominci ad avere l’impressione che alla gente qui le macchine bianche PIACCIONO veramente. Capisci ma non capisci…