February 23, 2008

Temporaneamente BIZI

Avevo promesso delle foto della casetta nuova (che da quando ne siamo in possesso non faccio altro che pulire, in stile Cenerentola ma sta cazzo di fatina non arriva mai a trasformarmi la tuta in un abito da sera e le ciabatte in scarpette di cristallo). Le foto le ho fatte, ma sono ancora da scaricare, da giorni… (magari ora le metto a scaricare)

Ieri abbiamo montato (e questa parola nel dizionare sta accanto al nome IKEA) il letto, i comodini e la cassettiera… in 2, con un cacciavite da pochi bucks (eh, ormai mi sono americanizzata, non dico più dollari) e una vecchia chiave inglese (o forse dovrei dire cinese, considerata la qualità dell’arnese) tutta arrugginita trovata in casa e usata come martello. Immaginatevi la scena.
Oggi ci hanno consegnato il materasso e finalmente abbiamo un letto. Prima c’era solo la moquette (per chi non lo sapesse, qui tutte le case hanno la moquette, sul 90% delle superifici).

Ho pulito a fondo la cucina, tutti e 3 i bagni e spolverato ogni singolo angolo di muro (ad eccezione di una certa sala gigante all’ingresso con soffitto che a occhio direi che è 5 volte tanto la mia altezza, o bassezza, dipende dal punto di vista).

Per rendere la casa più invitante, anche se vuota com’è non mi sembra tanto casa mia, ho comperato piante. Inizio con alcune… e finisco col riempire l’intero giardino, che si affaccia sulla cucina (come la tradizione vuole qui in America).

Approposito di Ikea: mentre giravamo per quell’enorme negozio che tutti sapete com’è fatto perché pare che Ikea sia costruito con lo stampino ovunque nel mondo, siamo andati a vedere il letto che pensavamo di prendere… e di conseguenza anche un materasso, le doghe non sono molto comode per dormirci sopra. Nell’area materassi troviamo un tipo che si avvicina e attacca bottone. Sembrava aver mangiato una radio per colazione. Noi avevamo fretta, altri giri da fare… ma questo mica ci mollava. Per passare al dunque, sto tizio, americano, era stato un paio di volte in Europa, Italia/Francia/etc. A un certo punto ci dice: eh, ma come sono piccole le cose in Europa. Io, che raramente resisto alla tentazione di rispondere, ribatto: ma non ti capita mai di pensare che forse qui avete le cose enormi?
Adesso, obiettivamente parlando, la famiglia media qui ha una casa di almeno 3 stanze. Ci sono coppie che comprano una casa con 3 stanze (e sto parlando di Single-family-house, quelle in stile villetta) e appena lei rimane incinta dicono di aver bisogno di una casa più grande, con più stanze, perché altrimenti non sanno dove mettere il bimbo in arrivo. O_O
Io e mio fratello siamo cresciuti in un apartamento che sarà stato al massimo di 60mq, dormivamo in salotto (salotto multi-funzionale che serviva da salotto/camera/sala da pranzo).
Non posso negare che qui hanno la mania di grandezza. Strade enormi (per carità, per una come me che inizia a guidare a 25 anni va benissimo, peccato che quando tornerò a Milano sarò nel panico più totale e mi muoverò con i mezzi), ascensori che sembrano monolocali, parcheggi che entro le 2 striscie ci sta 1 macchina e mezzo (mica come a Milano che devi parcheggiare in verticale anche con la Smart), etc etc.
Solo 1 cosa non sono riuscita a trovare in grande misura: un rotolo di carta da cucina. Ci sono solo rotoli normali, quelli che io potrei finire in 2 giorni in quanto maniaca della pulizia. All’esselunga prendevo sempre il rotolone gigante, almeno durava un po’. Che delusione scoprire che qui non c’è… era così comodo.

February 19, 2008

ASINI

Sta per:

Alfredo
Sauce
Is
Not
Italian

(© markino)

Oggi vorrei raccontarvi un po’ di quello che pensano gli americani dell’Italia. Anzi, più che dell’Italia, di quello che gli italiani mangiano, i cosidetti piatti tipici italiani.Prima cosa in classifica: Alfredo Sauce
La si trova ovunque, supermercati, ristoranti “italiani”… tutti pensano che sia una cosa tipica. Non so cosa ci sia dentro a questa salsa Alfredo perché non ho il coraggio di assaggiarla ma a vederla è bianca. Magari Markino riesce a dare una descrizione del gusto.

Al secondo posto: Spaghetti with meatballs (o in generale pasta, con polpette)
O_O Very Italian, o no? Cioè, ti danno un piatto di spaghetti con salsa di pomodoro e sopra la pasta ci sono appoggiate le polpette. O_O Non so se sia buono, non voglio assaggiare nemmeno questo piatto.

Per condire: mi hanno detto (fonte: Markino) che bisogna fare attenzione alle salse Italian Style al supermercato; sono piene d’aglio. Probabilmente pensano che in Italia si cucini con tanto tanto aglio. Non posso confermare che le salse abbiano davvero tanto aglio ma forse non ho voglia di andare a verificare.

Ed infine: la pasta aldente è per chi i denti NON li ha. Cotta 2 min in più. Infatti, mio marito, nella precedente esperienza Californiana anni fa ha imparato che al tempo indicato sulle confezioni Barilla doveva togliere 2 min per avere il tempo di cottura giusto.
Prossima volta che capitiamo a San Francisco andiamo a mangiare nell’unico (o uno dei pochi) ristorante forse vero italiano ancora rimasto. Si trova nel quartiere italiano (anche di quello è rimasto poco visto che China Town se lo sta assorbendo). Mi dicono che tale ristorante riceve per la maggiore recensioni negative. E’ facile capire perché: per gli americani la pasta è cruda e non si trovano le classiche cosette italiane come Alfredo Sauce e Spaghetti with meatballs. E allora NON è italiano.

Dalla baia, oggi grigia e con leggera pioggia, è tutto.

February 8, 2008

I palloncini tecnologici

Da quando siamo arrivati, ogni volta che andiamo a fare la spesa da Safeway (catena di supermercati) vedo palloncini (o pallioncioni) di San Valentino (tutti con frasi a tema e cuoricini a go-go), gonfiati a elio che flutuano ovunque. Ieri, per pure scherzo ne ho preso in mano uno. Abbiamo scoperto che qui i palloncioni cantano, una canzone smielata con una voce estremamente irritante, ma cantano O_O basta dare una piccola botta e quello (perché è un lui) comincia a cantare. Pensavo di aver visto tutto. Mi sbagliavo. Alla cassa scopriamo che ci sono anche i palloncioni che ti permettono di registrare quello che vuoi. *mi manca l’emoticon dell’omino che si da le botte in testa*

Si inventano di tutto, incluso i palloncini che cantano… ma non usano il bidet.

February 3, 2008

Che razze di gente

Non fraintendetemi, mi riferisco alla multietnicità di questo paese. A differenza dell’Italia, qui, negli uffici pubblici si trova (nel senso che lavorano) ogni tipo di etnia: dall’indiano col turbante, alla cinese, all’araba con il velo… di americani (che poi gli americani veri sono i pellerossa) ne ho visti pochi. In Italia, persone come quelle che ho citato qua sopra non arriverebbero nemmeno a portare il CV, figuriamoci ad essere assunte.

February 2, 2008

Prime impressioni

Lo so che è un po’ “tardi” per le prime impressioni, alcune si sono già sfumate, ma trovo 2 minuti solo adesso.

Le dimensioni: gli ascensori qui sono dei monolocali. La bevanda più piccola che ti servono da Starbucks va bene per dissetare almeno 2 persone. Infatti io le bevo a rate… in 2 giorni. Non ci sono le mezze misure per i gelati al supermercato, esistono le confezioni a mo di secchio da pittura per le pareti.

La gente: sono tutti strani. Appena entri in un negozio, almeno 3 persone ti chiedono com’è stata la tua giornata/serata/passeggiata/ecc… in continuazione. Se guardi una persona sconosciuta negli occhi ti arriva un sorriso e un saluto. Almeno alle donne. Gli uomini possono essere malinterpretati.

Il tempo: quando non è nuvoloso e non piove, in California il cielo è sempre azzurro. Da quando siamo arrivati i giorni belli e brutti si alternano. Pare sia il mese sfigato, ha piovuto più del doppio della media stagionale solo nel mese di gennaio. Insomma, non andiamo in spiaggia a fare surf, perché la California (che è molto grande) non è Miami.

La città: San Francisco è bella. Mi piace il casino della città (in generale mi è sempre piaciuto). Ieri abbiamo fatto un giro ed è stato un po’ come tornare a Milano, in giro ci sono pure i vecchi tram di Milano. Gente incapace di guidare o parcheggiare bene (dovrebbero essere coloro che vivono fuori e che non sono abituati al traffico e i parcheggi mini, che a SF mini non sono perché dovrebbero vedere le strade di Milano per rendersi conto).

Il Sushi: ahhh, questo sì che mi piace. Cioè, mi piace qui… le porzioni sono più abbondanti e non costa come un occhio della testa, a differenza di quello che ti fanno pagare a Milano. Anzi, costa quasi la metà. Gnam!

Penso di chiudere qui questo veloce resoconto. Se in macchina non ho niente da fare, scriverò 2 righe dal mio nuovo iPhone 24/7 internet-tato (termino inventato al momento).

Dalla Valle Siliconata, per ora, è tutto. Siccome adesso facciamo orari normali, andiamo a pranzare, che è pure tardi… ma solo perché è weekend, ce la prendiamo con comodo.

C U

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