(scriveva Markino più di una settimana fa su messenger)
In effetti la robbbbaaaa arrivò quel venerdì mattina. Alle 8 in punto suona il campanello. Io con le mie borse sotto agli occhi che sembravano le mie gemelle cercavo di rendermi presentabile. Senza perdere tempo i tipi preparano la casa e cominciano subito la loro catena di “montaggio” (o smontaggio). Dopo qualche ora di duro lavoro loro, ma anche nostro (beh, noi dovevamo seguire i numeri dei pacchi e indicare a loro in quale parte della casa portarli) questa è la scena che si presenta davanti casa:


Il container è vuoto ormai… ma non siamo nemmeno a metà della giornata. Maggior parte delle scatole sono davanti casa, in attesa di essere smistate e portate dentro. I pochi mobili che ci siamo portati dietro (che poi erano quelli che avevamoin pratica; tranne la camera da letto ci siamo portati via tutto) sono da scartare subito.
Gli omini si prendono una pausa… e noi pure:

Eccoci, nella futura stanza degli ospiti, dove c’è già un pezzo della nostra vecchia casa. Il carissimo divano giallo (abbiamo ben 2 copridivano, uno giallo limone e uno giallo canarino… forse ci piace il giallo?
). Stavo pensando che una volta (detto così sembra lontano ma sono passati poco più di 2 mesi) questo divano riempiva un bel po’ della nostra casetta… Adesso nuota in una stanza vuota, una delle stanze più piccole di questa casa in perfetta misura americana. Qualcuno (americano) ci ha già detto che questa casa sembra una di “decent size”…. mentre il giardino (che è più grande del nostro appartamento milanese di >70mq) l’ha considerato “very small”.
Ma tornando al nostro discorso del container. Mentre facciamo la pausa sul nostro divano IALLO faccio anche una foto della situazione davanti casa, presa dall’alto:

Menomale che portano via l’imballo!!! Beh, almeno quello che era scartato fino al momento che se ne sono andati. Infatti, per giorni abbiamo continuato a scartare roba… tanto che adesso che le stanze sono più o meno sgombre da scatoloni, quest’ultimi hanno invaso metà del garage (il garage è grande da ospitare 3 macchine, vi immaginate la quantità di cartone che questo trasloco ha prodotto?).
Dopo aver considerato far portare via tutto insieme ed essere messi davanti a dei costi non-dico-proibitivi-ma-quasi, abbiamo optato per il facciamo-a-pezzi-quel-che-possiamo-e-riempiamo-il-cassonetto-del-riciclo-ogni-mercoledì-sera-per-il-resto-del-2008.
Adesso la casa è quasi in ordine (per essere perfetta avremo bisogno di una libreria in più e qualche altro mobiletto qua e là), stasera ci diamo l’ultima sistemata, leviamo dalle scatole :P anche le ultime scatole rimaste… ci facciamo anche una bella pulitina così domani tutto splende e profuma per il primo pizza party con amici! 
Ieri ci hanno chiamato dalla dogana. Dopo aver flag-ato il nostro container per un veloce passaggio sotto ai raggi (superato senza problemi - significa: operazione inutile - ma con un piccolo costo che si addebita al NS. conto ovviamente) hanno detto che è disponibile per la consegna nella seguenti giornate:
-venerdì 28 marzo
-lunedì 31 marzo
Ovviamente noi: assolutamente venerdì, per favoooooooooreeeeeeeeeeee (non ce la facciamo proprio più con quelle 2 cose che stiamo consumando da mesi!).
Questo weekend avremo un sacco da fare… saremo stanchi ma felici come delle pasquette!!!

Vi ricordate l’epopea del nostro container in giro per il mondo?
Il tutto è iniziato a gennaio Ed ecco la casa che se ne va per poi riapparire in Quando si dice la sfiga seguita da una quasi immediata rettifica, causa Disorganizzazione; infine Markino si è illuminato su come funzionavano certe cose Il trasporto merci marittimo.
Torniamo per un attimo alla giornata di oggi, 21 marzo, primo giorno di primavera… nonchè giorno nel quale il nostro container dovrebbe arrivare nel porto di Oakland.
Siamo a San Francisco per motivi che poi scriverò sempre su questo blog nei prossimi giorni. Finiamo quello che abbiamo da fare e andiamo a fare un giro.
Mentre sto scattando questa foto sento Markino che mi dice: Ma guarda un po’ là, dietro al ponte (riferendosi al Golden Gate)…

Dico: Beh? E’ una nave che porta container…
Poi faccio bene i conti: Ahhhh, ma oggi è VENERDI’. Doveva arrivare il NOSTRO container.
Non eravamo sicuri… ma poi abbiamo visto il nome della nave (io non sapevo niente della nave con cui arrivava, a dire il vero):

E’ lei, la Vivaldi
In questo momento, 10:44pm pacific time, il container risulta scaricato. Speriamo che facciano presto con la dogana. Non vedo l’ora di avere le mie scarpe. Vi rendete conto che mi sono vista passare davanti tutte le mie cose senza poterle toccare???
Ok, respira Klo, respira. Manca poco! (pensa se fosse affondata la nave :P)
Mi sono fatto una cultura su come funziona il mondo del trasporto marittimo… Vi risparmio i dettagli, vi dico solo la notizia curiosa: sono riuscito a ricostruire l’itinerario del nostro container. Fa abbastanza ridere:
Genova -> Malta -> Damietta (Egitto) -> Port Kelang (Malesia) -> Chiwan (Cina)
Qui il container viene scaricato, e resta qualche giorno in qualche piazzale in attesa di essere caricato sulla nave successiva, che ha il seguente itinerario:
Chiwan (Cina) -> Hong Kong -> Yantian (Cina) -> Long Beach (Usa)-> Oakland
Eppure Colombo disse “Faccio prima se vado dall’altra parte” centinaia d’anni fa…
A quante pare il nostro container l’hanno imbarcato il 9 febbraio. Come ha spiegato Donatella nei commenti del precedente intervento, al porto di Genova hanno problemi con il nuovo sistema informatico di gestione.
Data prevista per l’arrivo del container: 20 marzo. Non è poco ma è sempre meglio che un container ancora fermo a Genova.
Ora mi sento meglio…
Sembrava che andasse tutto bene, eh?
Invece no! -_-
Pare che tutte le nostre cose siano al porto di Genova, ANCORA. Per qualche strano motivo, dicono “porto intasato da troppi container in arrivo”, i container non riescono a partire, incluso quello che porta la nostra “casa”.
Ma perchè?
Anche se al momento non abbiamo una casa da riempire con quelle cose io comincio già a preoccuparmi del fine che faremo una volta andati via dall’albergo. Già mi vedo ad andare avanti a piatti e posate di plastica per 2 mesi. A guardare una mini-tv seduta sulla moquette, usando Filippo come cuscino.
Ma che palle!!! Non potevo andare tutto bene, era troppo bello, eh?
Però sti signori i soldi li hanno voluti appena noi siamo scesi dall’aereo… una piccolissima nota positiva c’è (in tutta sta sfiga), non abbiamo pagato il 100% del dovuto, così quando la roba arriva, se mai riesce a partire, non chiediamo il nostro bello sconto!
Anche se avrei preferito pagare tutto ma avere qui le cose in tempo. Che tristezza!!!
O meglio, il suo contenuto. O meglio ancora, quello che si e’ salvato e non e’ diventato pattumiera. Fa un certo effetto vedere questo coso arrugginito che se ne va a bordo di un camion che puzza e fa fumo (viva l’ecopass!) quando sai che dentro ci sono tutte le tue cose, anche quelle piu piccoline che fatichi ad immaginare disperse in quel cassone metallico. E se n’e’ andato, in cambio ci sono rimasti tre fogli di carta con l’elenco molto sommario dei 133 fra scatole e colli sparsi caricati a bordo. Elenco che e’ stato preparato a cura del traslocatore capo squadra, quello piu’ anziano, quello con l’accento pugliese evidente: figurano infatti cose come il “buket sposa” e la “boccia buling”, oltre all’”attrezzo ginico” (ginecologico avra’ voluto scrivere? spero di no…). Efficienti certo erano efficienti: qualsiasi cosa lasciata appoggiata in una zona definita come “si, le cose in quell’angolo vanno spedite” e’ stata presa, incartata, inscatolata e caricata sul container. Compreso un rotolone regina che stavamo usando per togliere la polvere dalle cose e probabilmente anche qualche sacco nero con cartacce e spazzatura varia dentro. Ma avremo una certezza di questo solo fra qualche mese.



E poi la sorpresa una volta risaliti al quinto piano, che sorpresa non dovrebbe essere, ma invece ti lascia li comunque come un mezzo stoccafisso (anche oggi a qualche giorno di distanza):

Scriverò molto brevemente il riassunto degli ultimi 2 giorni… cercando di non addormentarmi con il portatile sulle ginocchia.
Mercoledì 23: tutto il giorno e la notte a smontare tv, pc, cavi, ecc e organizzare tutte le piccole cose in scatole prima dell’arrivo dei movers. Mio marito è riuscito a riempire 5 scatole (mica tanto piccole) solo con cavi e cavetti… O_o (more…)
Ieri sera, smontando ancora un po’ di roba, ci siamo resi conto che siamo strettissimi con i tempi (noi, per smontare tutto prima di domani). Ormai non sappiamo più cosa sia il sonno.
Stasera ci tocca la parte più dura, staccare tutti i (more…)
Il nostro terrazzo sembra una delle tante strade di Napoli. Nonostante ieri abbia portato giù più di 5 sacchettoni di spazzatura, di roba ce n’è ancora tanta. Mi meraviglio di quante cazzate la gente (noi, in questo caso) riesca ad ammucchiare a casa nel giro di un paio d’anni. Siamo collezionisti inconsapevoli di futilità che prendono polvere e occupano spazio.