February 3, 2008

Carico/scarico

Eccoci all’arrivo all’aeroporto… a sinistra, io con la borsa porta-Filippo. Eravamo leggermente carichi di valigie, per un totale di 120Euro in più da pagare per il peso extra.

foto di “altissima” qualità dal cellulare :P

January 31, 2008

In viaggio

Oggi abbiamo deciso di prenderci un “giorno di riposo” dai giri vari per stare a “casa” con Filippo e colgo l’occasione per scrivere 2 righe.

Il viaggio è stato lungo e stancante. Eravamo molto preoccupati per Filippo che sarebbe rimasto chiuso in un trasportino per quasi 20 ore, ma lui è stato un micio bravissimo. La mattina della partenza ci siamo recati a Linate alle 4.45 perché ci avevano detto che prima del check-in dovevamo passare in biglietteria per pagare la quota per Filippo. Ovviamente la biglietteria non apriva prima delle 5.30, eppure al tel ci avevano detto: se c’è un volo che parte presto allora la biglietteria apre. Se seee, come no. Filippo, intanto, era stranamente tranquillo, non miagolava, guardava tutta la gente strana dalla rete del suo trasportino. Si sentiva protetto là dentro, con la sua copertina. Fatto il check-in, con 3 valigie super pesanti, 2 bagagli a mano + il trasportino di Filippo. Poi ci siamo infilati in un bagno per “drogare” il micione. E’ stata una dura impresa quella di dargli le gocce, Markino si è guadagnato un mega-graffio sulla mano (però dobbiamo dire che Filippo ha cercato in ogni modo di opporsi senza farci male, perché con le sue unghie affilatissime altro che 1 graffio solo. ci vuole bene quel gattone). In circa 20 min le gocce hanno cominciato a far effetto. Povero micio, mi faceva pena con quegli occhi coperti per metà e le palpebre calanti, sembrava ubriaco e cieco. Ha cominciato ad agitarsi, non gli piaceva perdere il controllo…

Alla security: l’inutile security ci ha abbastanza stupito (non nel senso buono). Appena prima di passare il metal detector, l’omino mi chiede di far passare sul tapis la borsa che tenevo in spalla. Gli dico che dentro c’è un gatto. Allora mi dice di passargli la borsa e me la rende una volta che sono dall’altra parte. Ma come? Senza controllare niente? Senza vedere cosa c’è dentro la borsa oltre al micio? Senza controllare il suo passaporto? Le sue vaccinazioni? E il suo fighissimo microchip di identificazione? Ma è assurdo. Vabbè, pensiamo che a loro non frega niente se il gatto esce, gli importa di più se ne entra uno. Facciamo il nostro breve volo verso Francoforte, con del ritardo mica da poco per questioni di brutto tempo (sopra a Francoforte eravamo tipo in 6 aerei a girare in cerchio, aspettando di atterrare uno dopo l’altro). Cominciamo a preoccuparci della coincidenza. Una volta atterrati ci mettiamo a correre. Tanto. Arriviamo alla lunga fila per il volo verso San Francisco. Passiamo e siamo già sull’aereo. Ma come? Pure qui nessuno che controlla il gatto? Anzi, nessun passaggio per la security. Teoricamente, si sono fidati della security di Milano, visto che eravamo solo in transito… ma avremmo potuto aver messo ogni tipo di cosa dentro il trasportino di Filippo. Siamo rimasti basiti. Complimenti per la security.

L’aereo è gigante e pieno di indiani con tanti bambini. Sottolineo (cioè, metto in grasseto perché non trovo il tastino per sottolineare) perché quando scenderemo dall’aereo avremo una testa grossa grossa e assisteremo a delle scene di devastazione totale, tra riviste strappate, biscotti ovunque e altro che non vi sto a raccontare. Prendiamo i nostri posti, la fila in mezzo, da 4. Accanto a noi ci sono 2 italiani. Speravamo di avere un posto vuoto per appoggiare Filippo, con i sedili così stretti non si riesce nemmeno a tenerlo sulle ginocchia senza sformare la borsa per farla entrare. Chiediamo al vicino alla nostra destra, seduto da solo in una fila con 3 posti, se può lasciarci il suo posto per via del micio. Gentilmente ci salva dalla morte delle ginocchia. Durante il viaggio Filippo è rimasto tranquillo nel suo trasportino, non dormiva, ma era calmo.

Dopo 11 ore di volo è tempo di scendere. Finalmente. Oh, non ci crederete, ma anche qui, nessuno ha chiesto di controllare il gatto. Ci hanno fatto aprire le valigie per sequestrare il cibo che ci eravamo portati dietro per lui, ma nessuno ha voluto vedere il gatto, o sapere se era vaccinato. O_O Una volta in macchina Filippo aveva già cominciato a svegliarsi, probabilmente aveva bisogno di mangiare o di andare al bagno. Ci siamo fiondati in albergo, ma senza cibo (visto che ce l’hanno tenuto all’aeroporto). Potevamo passare a prendergli qualcosa, ma dopo le lunghe file e il viaggio volevamo assolutamente farlo uscire da quel trasportino.

Adesso il micione sta cercando di abituarsi alla vita in un appartamentino da albergo di poco più di 30mq, senza balcone… lui, che era abituato ad andare in giro per i tetti. La sera gli mettiamo il guinzaglio e gli facciamo fare il giro per i corridoi dell’albergo ^_^ ma lui ha paura anche della sua ombra… appena trova la porta giusta vuole rientrare.

January 29, 2008

Siamo arrivati

Dopo lunghissime ore di viaggio, siamo arrivati. Ci sono gia’ cose da raccontare, ma lo faro’ magari stasera, per ora stiamo ancora cercando di capire quali sono le cose urgenti da fare, ce ne sono un po, e inizieremo tra qualche minuto (uffici e burocrazia varia…). A piu’ tardi.

January 27, 2008

Buonanotte a tutti

Noi si va a dormire, o almeno ci si prova. Il taxi (prenotato ed esplicitamente richiesto capace di trasportare tre valigie grosse come bauli, due umani e un gatto) sara’ sotto casa stanotte, alle 4.15. Quindi ora ci appoggiamo sul letto e speriamo di riuscire a dormire qualche ora, visto che domani si preannuncia una giornata pesante…

Buonanotte! Ci si vede dall’altra parte dell’oceano.