March 2, 2008

French? Italian?

Il cibo da queste parti, eccezion fatta per il pezzo di manzo cotto sul fuoco vivo o sulla brace e poco altro, e’ tutto stato nei (pochi) secoli trascorsi importato, o meglio portato dai vari immigranti che qui hanno trovato la loro nuova terra. Pertanto e’ normalissimo trovare cibi identificati con una nazionalita’, come ad esempio la melanzana giapponese (quella lunga), la melanzana cinese (quella verdognola), le “french fries”, l’”italian dressing” e cosi via. Qualche giorno fa ero al supermercato e, cercando il pane giusto da comprare, ho notato un cartellino curioso:

French Roll

La foto e’ stata scattata al volo con il cellulare, ma si dovrebbe riuscire a leggere. Dice:
“French Roll, an Italian classic”.
Come? French roll an Italian classic? Ma come? O e’ French o e’ Italian, cercate di prendere una decisione…
E non e’ finita, ci sono pure i consigli per l’uso:
“serve with pasta al dente”
Pane con la pasta? In che senso? E se la pasta la mangi scotta il French Roll non va piu bene? Che ci mettiamo, il Dutch Roll?

Strana gente…

February 24, 2008

Il tour virtuale

Ecco, sono pronta per un piccolo tour virtuale… ma non sono brava per queste cose, non aspettatevi chissà che racconto:


Questa è la casetta da fuori (foto presa dall’annuncio per l’affitto).  Non si vede granchè, se non l’entrata e il garage per 3 macchine.

Segue il resto delle foto —>
(more…)

February 23, 2008

Temporaneamente BIZI

Avevo promesso delle foto della casetta nuova (che da quando ne siamo in possesso non faccio altro che pulire, in stile Cenerentola ma sta cazzo di fatina non arriva mai a trasformarmi la tuta in un abito da sera e le ciabatte in scarpette di cristallo). Le foto le ho fatte, ma sono ancora da scaricare, da giorni… (magari ora le metto a scaricare)

Ieri abbiamo montato (e questa parola nel dizionare sta accanto al nome IKEA) il letto, i comodini e la cassettiera… in 2, con un cacciavite da pochi bucks (eh, ormai mi sono americanizzata, non dico più dollari) e una vecchia chiave inglese (o forse dovrei dire cinese, considerata la qualità dell’arnese) tutta arrugginita trovata in casa e usata come martello. Immaginatevi la scena.
Oggi ci hanno consegnato il materasso e finalmente abbiamo un letto. Prima c’era solo la moquette (per chi non lo sapesse, qui tutte le case hanno la moquette, sul 90% delle superifici).

Ho pulito a fondo la cucina, tutti e 3 i bagni e spolverato ogni singolo angolo di muro (ad eccezione di una certa sala gigante all’ingresso con soffitto che a occhio direi che è 5 volte tanto la mia altezza, o bassezza, dipende dal punto di vista).

Per rendere la casa più invitante, anche se vuota com’è non mi sembra tanto casa mia, ho comperato piante. Inizio con alcune… e finisco col riempire l’intero giardino, che si affaccia sulla cucina (come la tradizione vuole qui in America).

Approposito di Ikea: mentre giravamo per quell’enorme negozio che tutti sapete com’è fatto perché pare che Ikea sia costruito con lo stampino ovunque nel mondo, siamo andati a vedere il letto che pensavamo di prendere… e di conseguenza anche un materasso, le doghe non sono molto comode per dormirci sopra. Nell’area materassi troviamo un tipo che si avvicina e attacca bottone. Sembrava aver mangiato una radio per colazione. Noi avevamo fretta, altri giri da fare… ma questo mica ci mollava. Per passare al dunque, sto tizio, americano, era stato un paio di volte in Europa, Italia/Francia/etc. A un certo punto ci dice: eh, ma come sono piccole le cose in Europa. Io, che raramente resisto alla tentazione di rispondere, ribatto: ma non ti capita mai di pensare che forse qui avete le cose enormi?
Adesso, obiettivamente parlando, la famiglia media qui ha una casa di almeno 3 stanze. Ci sono coppie che comprano una casa con 3 stanze (e sto parlando di Single-family-house, quelle in stile villetta) e appena lei rimane incinta dicono di aver bisogno di una casa più grande, con più stanze, perché altrimenti non sanno dove mettere il bimbo in arrivo. O_O
Io e mio fratello siamo cresciuti in un apartamento che sarà stato al massimo di 60mq, dormivamo in salotto (salotto multi-funzionale che serviva da salotto/camera/sala da pranzo).
Non posso negare che qui hanno la mania di grandezza. Strade enormi (per carità, per una come me che inizia a guidare a 25 anni va benissimo, peccato che quando tornerò a Milano sarò nel panico più totale e mi muoverò con i mezzi), ascensori che sembrano monolocali, parcheggi che entro le 2 striscie ci sta 1 macchina e mezzo (mica come a Milano che devi parcheggiare in verticale anche con la Smart), etc etc.
Solo 1 cosa non sono riuscita a trovare in grande misura: un rotolo di carta da cucina. Ci sono solo rotoli normali, quelli che io potrei finire in 2 giorni in quanto maniaca della pulizia. All’esselunga prendevo sempre il rotolone gigante, almeno durava un po’. Che delusione scoprire che qui non c’è… era così comodo.

February 19, 2008

ASINI

Sta per:

Alfredo
Sauce
Is
Not
Italian

(© markino)

Oggi vorrei raccontarvi un po’ di quello che pensano gli americani dell’Italia. Anzi, più che dell’Italia, di quello che gli italiani mangiano, i cosidetti piatti tipici italiani.Prima cosa in classifica: Alfredo Sauce
La si trova ovunque, supermercati, ristoranti “italiani”… tutti pensano che sia una cosa tipica. Non so cosa ci sia dentro a questa salsa Alfredo perché non ho il coraggio di assaggiarla ma a vederla è bianca. Magari Markino riesce a dare una descrizione del gusto.

Al secondo posto: Spaghetti with meatballs (o in generale pasta, con polpette)
O_O Very Italian, o no? Cioè, ti danno un piatto di spaghetti con salsa di pomodoro e sopra la pasta ci sono appoggiate le polpette. O_O Non so se sia buono, non voglio assaggiare nemmeno questo piatto.

Per condire: mi hanno detto (fonte: Markino) che bisogna fare attenzione alle salse Italian Style al supermercato; sono piene d’aglio. Probabilmente pensano che in Italia si cucini con tanto tanto aglio. Non posso confermare che le salse abbiano davvero tanto aglio ma forse non ho voglia di andare a verificare.

Ed infine: la pasta aldente è per chi i denti NON li ha. Cotta 2 min in più. Infatti, mio marito, nella precedente esperienza Californiana anni fa ha imparato che al tempo indicato sulle confezioni Barilla doveva togliere 2 min per avere il tempo di cottura giusto.
Prossima volta che capitiamo a San Francisco andiamo a mangiare nell’unico (o uno dei pochi) ristorante forse vero italiano ancora rimasto. Si trova nel quartiere italiano (anche di quello è rimasto poco visto che China Town se lo sta assorbendo). Mi dicono che tale ristorante riceve per la maggiore recensioni negative. E’ facile capire perché: per gli americani la pasta è cruda e non si trovano le classiche cosette italiane come Alfredo Sauce e Spaghetti with meatballs. E allora NON è italiano.

Dalla baia, oggi grigia e con leggera pioggia, è tutto.

February 16, 2008

Abbiamo trovato casetta

Finalmente, ieri, abbiamo firmato il contratto d’affitto per la nuova casetta (chiamala casetta una di 240+ mq). Martedì ci danno le chiavi, così cominciamo ad allacciare tutto quello che serve (acqua/luce/telefono/ecc). Dopo avremo da comprare un letto e altre 2 cose primarie con cui tirare avanti fino agli ultimi di marzo.
Data prevista per lasciare l’albergo: 28 febbraio. Ci siamo presi alcuni giorni per sistemare la casa con calma, visto che l’unico automunito della famiglia va in ufficio dalle 9 alle 18.
Non vedo l’ora di portare Filippo in un posto dove può correre in pace… e uscire a prendere il sole in giardino!!
Prossimamente arrivano le foto della casetta :)

February 13, 2008

Ti rendi conto di essere arrivato…

Ti rendi conto di essere arrivato in un posto che puoi definire “tuo” quando, come pochi minuti fa, entro da Starbucks per il mio caffe’ del dopopranzo, mi metto in fila alla cassa e, quando arriva il mio turno, il cassiere mi porge il mio caffe, esattamente come lo voglio io, senza neppure dover dire una parola. “Te l’avevo detto che appena ti vedevo entrare ti preparavo il caffe’” mi dice il “barista” da dietro la macchina dell’espresso…

Forse bevo troppi caffe’?

February 12, 2008

Il trasporto merci marittimo

Mi sono fatto una cultura su come funziona il mondo del trasporto marittimo… Vi risparmio i dettagli, vi dico solo la notizia curiosa: sono riuscito a ricostruire l’itinerario del nostro container. Fa abbastanza ridere:

Genova -> Malta -> Damietta (Egitto) -> Port Kelang (Malesia) -> Chiwan (Cina)

Qui il container viene scaricato, e resta qualche giorno in qualche piazzale in attesa di essere caricato sulla nave successiva, che ha il seguente itinerario:

Chiwan (Cina) -> Hong Kong -> Yantian (Cina) -> Long Beach (Usa)-> Oakland

Eppure Colombo disse “Faccio prima se vado dall’altra parte” centinaia d’anni fa…

Disorganizzazione

A quante pare il nostro container l’hanno imbarcato il 9 febbraio. Come ha spiegato Donatella nei commenti del precedente intervento, al porto di Genova hanno problemi con il nuovo sistema informatico di gestione.
Data prevista per l’arrivo del container: 20 marzo. Non è poco ma è sempre meglio che un container ancora fermo a Genova.
Ora mi sento meglio…

Quando si dice la sfiga…

Sembrava che andasse tutto bene, eh?
Invece no! -_-
Pare che tutte le nostre cose siano al porto di Genova, ANCORA. Per qualche strano motivo, dicono “porto intasato da troppi container in arrivo”, i container non riescono a partire, incluso quello che porta la nostra “casa”.
:(

Ma perchè?
Anche se al momento non abbiamo una casa da riempire con quelle cose io comincio già a preoccuparmi del fine che faremo una volta andati via dall’albergo. Già mi vedo ad andare avanti a piatti e posate di plastica per 2 mesi. A guardare una mini-tv seduta sulla moquette, usando Filippo come cuscino.
Ma che palle!!! Non potevo andare tutto bene, era troppo bello, eh?

Però sti signori i soldi li hanno voluti appena noi siamo scesi dall’aereo… una piccolissima nota positiva c’è (in tutta sta sfiga), non abbiamo pagato il 100% del dovuto, così quando la roba arriva, se mai riesce a partire, non chiediamo il nostro bello sconto!
Anche se avrei preferito pagare tutto ma avere qui le cose in tempo. Che tristezza!!!

February 8, 2008

Tecnologia: dai palloncini ai cellulari

iPhone: l’ultima (o quasi) invenzione di Steve Jobs. Un cellulare fighissimo, si presenta molto bene. Come sempre le confezioni sono una delizia per l’occhio. Niente da dire su quello.
Qualche giorno fa ce li siamo comprati, 2 bei iPhone… visto che cmq ci servivano dei numeri di cellulare qui. Abbiamo fatto una specie di abbonamento famiglia.
Ecco il mio (ho appena fatto un paio di snapshot al volo):

Figo, vero?

Ecco il menu:

Posso vedere il meteo in tempo reale, attualmente tengo un occhio sulla zona, su Milano e Tirana. Posso avere tutti gli orologi del mondo, a scelta. Posso addirittura leggere la mail, subito sul telefono:

Nonostante tutta la tecnologia, non posso mandare un MMS. Posso mandare una foto via mail dopo che l’ho scattata, ma non via MMS. E non posso fare video (questo perché witchpanther mi ha chiesto di fare un video dei palloncini canterini). Ebbene sì, l’iPhone non fa video. E non ha nemmeno un voice dialing, so much for bluetooth. Però in compenso posso vedere tutti i video su Youtube, o tenere un occhio sulla borsa mondiale, o informarmi sul traffico in tempo reale, o cercare i negozi su Google maps e farti dare indicazioni per arrivarci. Posso usufruire di iTunes, e usare il mio cellulare come iPod. Posso guardare il mio blog o flickr o deviantArt con Safari… ma non posso fare alcune cose basilari…

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